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20759
28.11.2015 15:57
la-poma

ciao ho prenotato x la ombola...non posso mancare ciaooooo silvia
20758
30.10.2015 20:15
scigueta

CONCERTO
Si comincia con La machina del ziu Toni, con uno Gnola stratosferico (e quando mai non lo è…). Davide tra una canzone e l’altra parla di questo strano popolo e delle sue tipologie… dei Cauboi e dei Des-fans da festeggiare ed applaudire (El calderon de la stria), degli Psychocauboi, come quelli di Varese (ehm…), capaci di annullare spazio e tempo (e per appassionati della serie Doctor Who è un complimento mica da poco!) per raggiungere la transenna… cauboi addetti alla transenna, fin dai tempi di Garibaldi e dei Mille degni di essere motivo di studio della fisica quantistica… ne cita solo alcuni a rappresentanza di tutti (Dario, Maria Pia, Nerina, Cinzia, Angelo… scusate se ho scordato qualcuno…), con la consapevolezza della nostra presenza e della nostra pazzia (un esempio? tre concerti identici in tre giorni in opposte zone d’Italia…) Ki ce lo fa fare? Tutto questo, una grande comunità mediatica e fisica scaturita dal sogno, o incubo di due magnifiche persone, Marina e Baffo. “Come tutti i capi indiani Marina ha un nome segreto… un nome sioux… Vojadestaacàzero” e alla donna everywhere e a Baffo dedica una scatenatissima Nona Lucia, con Billa ed Anga impegnati in un duello all’ultima nota…
Ci sono cauboi un po’ sciamani come Arti e Lohana, e anelli con grande potere affettivo, come il mitico Asso di Picche regalato a Maurizio, il quale lo rimette a disposizione dei Cauboi e cerca di trascinare Dvds al Sud, un’esperienza che ha portato alla costruzione di numerosi ponti di amicizia tra cauboi ( Lo sciamano) … c’è che si dedica agli altri nonostante momenti difficili e Kuott Kuott si merita una rigenerante Pulenta e galena fregia… c’è chi ha sentito una canzone talmente sua da tatuarsela interamente sul corpo, La ballata del Genesio stasera è sua… ci sono cauboi da ogni dove e da ogni acqua, riuniti in nome dell’Akuadùulza con il ritmo incalzante delle onde reso magistralmente da Silvio e Lele… la band scende dal palco e Davide offre una Ventanas ristoratrice per tutti…
I cori alpini smuovono corde di commozione, sia che cantino Quel mazzolin dei fiori o Signore delle Cime. Figuriamoci quando sul palco sale il Coro Improvviso di Rosà che con Davide dà vita ad una Ninna nanna intensa e commovente… Ovazione, un momento da brividi che prosegue con Mani di luna…”valle di un fiore segreto…” che nella ricorrenza della tragedia del Vajont è ancora più struggente… mentre siamo ancora immersi negli echi del coro Davide, intona Sciur Capitan, che sotto l’ombra del Monte Grappa e del sangue versato, è come una stilettata al cuore… “ti hanno detto che sei nata dalla parte sbagliata, ecco perché la tua casa è crivellata… tapum… tapum…” parole di ieri e di oggi, purtroppo…
Ma è ora di sperimentare… ed ecco la canzone in 3D… la Ballata del Cimino, con il mitico sul palco in bricolla e pedùle e il finanziere che “finalmente” lo arresta sul palco… simpaticissimi e impagabili i due protagonisti!!! Costruiamo motoscafi ed andiamo a New Orleans, ed è il momento di Leslie protagonista con La mia tera è la tua tera…
Cauboi, Pirati, chissà… Billa ci regala un’intro con la tromba sempre più intrigante e con Yanez riesplode la danza… e poi, poi …arriva la nostra canzone, il nostro onomastico… Cauboi!!! Alùra giò giò giò giò, che se tirum foo de coo!!!
A Davide vengono consegnati da Paolo Guidolin, a cui va un enorme grazie per la disponibilità e l’accoglienza a Bassano, la cartina con il firmamento delle provenienze di tutti noi, prodotti locali e libri su Bassano. Ora ciapùm tucc La curiera, ripristinando una mini curiera vagante per il palazzetto… Passata mezzanotte cantiamo tanti auguri a Vicky, la bimba di Davide che compie otto anni e gran finale con La balera. Non so se sia stata l’allegria, lo stare bene, ma tutto mi è sembrato più… più grintoso Davide, più scatenati i musicisti, più intense le canzoni, tutto più brillante come i colori della natura in un giorno sereno dopo la pioggia…
Nonostante fossimo in ballo da tutto il pomeriggio mi è sembrato tutto così veloce, ma “dopotutto domani è un altro giorno” e per molti di noi sempre de sfroos !

BASSANO E IL PONTE DEGLI ALPINI
Domenica mattina. Come la mamma che si affanna e prepara i bagagli per tutti, restando l’ultima a prepararsi per uscire e poi sentirsi dire “eh, sempre in ritardo!” i nostri mentori, dopo essersi assicurati che tutti avessero fatto colazione e fossimo tutti in salute, ci hanno fatto aspettare un pochetto sul mitico Ponte. Non che ci sia stato da annoiarsi… con mezzo ponte in ristrutturazione andare su e giù da una parte all’altra la domenica alle 11.00 per visitare le bottegucce che vendevano grappa ha richiesto il suo tempo. Dopo aver dato noia ai Bassanesi prima di deciderci dove fare la foto, finalmente ci siamo schierati e abbiamo immortalato un altro momento che rimarrà nel cuore di chi c’era, sapendo che in fondo abbiamo contribuito un pochino alla salvaguardia di questo simbolo di unione che abbiamo poi percorso per mano… siamo fantastici,noi e il mimo che si è messo in posa con noi!!!

RISTORANTE I
20757
30.10.2015 20:13
scigueta

Dopo la sgridata di Rossovivo ecco come ho vissuto il raduno... ho dovuto dividere il tutto in due parti :)
RADUNO CAUBOI DI BASSANO DEL GRAPPA
Difficile condensare in poche parole le sensazioni e gli avvenimenti di questi due fantastici giorni, non ci provo nemmeno, per cui chi ha piacere di sapere come è andata, così come lo ricordo io, si metta comodo… divano, tisanina e De Sfroos in sottofondo..
SABATO 10 OTTOBRE 2015 - ARRIVO A BASSANO E PRE-CONCERTO
Dalla mattina si rincorre un tam-tam virtuale su fb… chi cerca ancora di chiudere la valigia, chi è in autostrada, chi è sul treno (non sempre quello giusto), si postano foto, commenti... questo non è un normale concerto ma una due giorni full immersion de sfroos e l’aspettativa è alle stelle… un’occasione di lasciare da parte problemi e prendere un po’ di respiro dalla quotidianità.
Il nostro albergo è un alveare di operosi cauboi… tutti svolazzanti di qua e di là, con un unico obiettivo: il Palabruel, dove c’è il nostro nettare…
Arriviamo con abbondante anticipo, ma l’attesa non è dura… mancano molti amici, ma raramente capita di ritrovarsi così in tanti in un unico concerto, provenienti dalle più disparate parti d’Italia e Svizzera.
Si chiacchiera e si ride ma si studia con noncuranza il posizionamento per le file e dove sono le entrate, perché amici sì, ma la transenna è la transenna! Firmiamo un grande poster ad imperitura memoria e su una cartina geografica dell’Italia marchiamo con un punto le varie provenienze, come un firmamento cauboi… siamo carichi, specialmente perché dall’interno del Palazzetto arrivano echi di prove e quando Roberto dello staff ci chiede di portarci sul lato sinistro “con la signorilità e la calma che vi contraddistingue” facciamo i primi due metri con grande compostezza, accelerando il passo man mano, e dopo la linea di partenza ci scapicolliamo giù per delle scale verso l’amato pezzo di metallo.
Finalmente appollaiati sulla transenna ci gustiamo le prove di Davide e Band, con improvvisazioni sulle note di Roma- Bangkok e de La Balilla “ma so’ mia cuma l’è stada, i cauboi me l’han majada”… per noi si poteva andare avanti all’infinito, ma il sound check termina e, lasciando la transenna a turno, si approfitta del rinfresco, si fanno foto con Davide e si socializza, seguendo il consiglio del capo che ha invitato chi non guida a lasciare per un attimo le tipiche abitudini morigerate in questo luogo di astemi (Bassano del Grappa sembra abbia ricevuto il premio di provincia analcolica!!! Ahahahah!!!) per festeggiarCi… su uno schermo scorrono le immagini di altri incontri e iniziative cauboi di cui i nostri figli, nipoti e pronipoti andranno sicuramente fieri (una su tutte il flash mob in piazza a Como per un compleanno di Davide…). Rivedendoci l’istinto suggerisce di scavare un tunnel in cui nasconderci, ma in fondo siamo anche graziosi!
Il Palabruel non è squallido come altri palazzetti e mette allegria con seggioline e colonne rosse e fiori stilizzati sui vetri, tutto intorno sono appesi cartelloni con frasi , foto ed elaborazioni grafiche , opera, come il logo, di Mauro, che oltre ad essere un ottimo professionista, da appassionato sa infondere lo spirito cauboi in questi lavori, come a suo tempo fece con Terra e acqua e Goga e Magoga, dei quali mi pregio di avere tatuaggio e foto profilo bipolare.
Entra il resto del pubblico, gradinate e parterre si riempiono… El teemp el passa e arriva l’ora del concerto…

20756
30.10.2015 15:51
la-poma

ciao a tutti,
io al raduno non c'ero ma mi sono divertita tantissimo al concero della fabrique!sono passati tanti anni dall'ultima volta che davide ha suonao li e il locale nel 2003 era un locale con musica dal vivo garage music.
la scaletta e stata quella estiva divertente tra pezzi nuovi vecchi classici.cimino balera curiera Yanez la poma ki..sono solo alcune delle canzoni che x un paio di ore ci hanno fatto ballare e cantare.
vorrei ringraziare davide x la bellissima dedica che mi ha fatto e anche baffo e marina che secondo me hanno fatto da intermediari...spero a presto ciaoooooooooooo silvia
20755
30.10.2015 08:05
rossovivo

maaaaa..........questo silenzio post raduno?
Nessun commento o "recensione" della serata e del concerto?
20754
10.10.2015 08:08
la-poma

ciao a tutti,
buon raduno cauboi..vi pensero'e aspetto di vedere davide il 24.ciaooooo silvia
20753
27.09.2015 21:24
scigueta

PREMIO MARIA CARTA 2015
La voglia di essere presenti in un momento importante della carriera, ma soprattutto della sfera emotiva di Davide, ci ha dato la forza di sfidare il quadrilatero della moda di Milano in tempo di sfilate e, con una tempistica che ci avrebbe portato più velocemente direttamente in Sardegna, arriviamo al Teatro San Fedele. Per fortuna (!!!) la cerimonia inizia con mezzora circa di ritardo, reso necessario dalla prove suono ancora da effettuare e da aggiustamenti tecnici.
Apre la serata un filmato che ci porta su una scogliera dove si staglia il profilo di questa donna bellissima e fiera …scorrono sue immagini nelle vesti di cantante, attrice e ricercatrice di tradizioni alla presenza del fratello Luigi…
Il coro dei ragazzi di una scuola media di Sassari canta alcuni brani introdotti da due attori che narrano di Giovanni Battista Angioj, patriota sardo… non faccio finta di avere capito il resto ma riconosco Procurate’e moderare.
Segue un gruppo di cantori a tenore, Sos Emigrantes, composto da uomini emigrati nel nord Italia, alimentati dalla voglia di conservare le proprie radici, allo stesso modo degli appartenenti al Circolo culturale sardo di Francoforte destinatari di uno dei premi. Mi ha impressionato l’impossibilità di recidere il collegamento tra chi se ne è andato e la Sardegna… la rappresentante del circolo, pur mancando da tempo e parlando ormai con inflessione tedesca, si è commossa alle lacrime ritirando questo riconoscimento…
Premio anche a Mariano Deidda, interprete di canzoni tratte da poesie della Deledda e di Pessoa, famoso più all’estero che in patria e ad Anna Tifu, violinista di respiro internazionale… bellissima e bravissima, ha suonato la Ciaccona di Bach concedendoci il piacere di ascoltare il suono uno Stradivari originale (la mia incompetenza non mi avrebbe fatto probabilmente capire la differenza con un normale violino!). Poiché Anga non si tocca, la tentazione di avere due violinisti sul palco al prossimo concerto c’è venuta, eh…
Ma è ora di rompere gli stereotipi sulla musica sarda… si possono rispettare le tradizioni innestando stili e contaminazioni venute da altrove ed è quello che ci hanno offerto due giovani , Andrea Pisu e Vanni Masala che hanno smosso manine e gambette degli spettatori al suono di “launeddas” e organetto. A simboleggiare questa apertura musicale suonano anche un brano intitolato “Freellu”, unione di Free con Dillu, ballo sardo.
I cauboi presenti cominciano ad agitarsi sulla poltroncina: arriva uno dei personaggi che con la loro simpatia e bravura hanno segnato il cuore dei desfans… come non volere bene a Francesco Piu, lanciato in indiavolati blues sulle strade del mondo, ma che abbiamo cominciato ad applaudire sul palco de sfroos. Bella lì, Frank!
Tra momenti istituzionali e premiazioni l’attesa è stata lunga, ma finalmente è “IL” momento, almeno per noi… conoscendo l’amore di Davide per la Sardegna e quello che significa questo premio siamo commossi almeno quanto pensiamo (o sappiamo) lo sia lui…
Davide ricorda il suo primo incontro con la Sardegna, quella vera, in un suo periodo non facile e quello che ha significato la figura di Maria Carta (ricordo che intimoriva anche me da piccola, alla televisione in bianco e nero, con quella figura ieratica e quelle sonorità strane, incomprensibili) per lui e per la strada musicale e poetica che ha intrapreso… Parla di come, al contrario di altri emigrati che provano disaffezione verso la loro terra, un Sardo resta sempre Sardo e porta con orgoglio quella bandiera dei quattro mori che campeggia anche sulla chitarra nera di Davide.
Sembra che le spalle al pubblico non si debbano mai offrire, ma l’esibizione della scritta Sardegna sulla maglietta rossa di Davide scatena applausi. L’apice delle emozioni non si raggiunge però con la consegna della targa del Premio Carta… inaspettato, a testimonianza dell’amore reciproco tra Davide e la Sardegna, giunge un altro dono… una fede sarda, quasi a sancire l’unione tra questa terra ed il Nostro, accettato Sardo tra i Sardi… (ho avuto visione di sposalizi ,Dogi, Venezie e Bucintori!). Giurerei di aver visto anche degli occhi lucidi sul palco…
Indubbiamente, piaccia o no, è stata Yanez che ha contribuito ad ampliare la conoscenza di Davide in tutta Italia, e allora eccola, mentre per Pulenta e galena fregia Dvds chiama accanto a sé Francesco Piu, e per un attimo torniamo indietro nel tempo…
Davide è sì il premiato che ha l’onore e l’onere di chiudere la serata da solo ma in queste cose la sua sensibilità gli fa vedere oltre…
La serata è dedicata a Maria Carta, Maria Carta è la Sardegna, ergo la serata è della Sardegna e dei Sardi, di ovunque siano. Noi Lombardi in fondo, per quanto la si possa amare e conoscere, siamo ospiti e la delicatezza di Davide lo porta a non accentrare su di sé, ambasciatore della musica lombarda, l’attenzione di fine serata, come altri avrebbero fatto.... Chiama quindi sul palco anche Andrea Pisu , Vanni Masala e Frank insieme ai quali dà vita ad una inconsueta Ventanas, tra laghèe e sardo… ritmata ed accompagnata da launeddas e organetto porta, invece della solita dolce brezza, un vento frizzante e rinvigorente. A qualcuno potrà non piacere questa versione, ma le canzoni vivono di vita propria… io ero presente e vi assicuro che in quel momento era giusta così, con un incontro rispettoso e gioioso tra Lombardia e Sardegna… emozionante e coinvolgente…
Una giornata scolpita nella storia di Davide e di chi c’era…
PS: Quando hanno parlato sul palco dei Cau-boi mi è sfuggito il gioco di parole in sardo… qualcuno mi illumina?


20752
25.09.2015 05:38
elpassdelgatt

Si è svolto ieri a Verona un convegno organizzato dall'ordine degli ingegneri sul tema del confine: sigla di apertura e di chiusura, come lui stesso si è definito, è stato Davide! A lui l'onore di aprire una carrellata di interventi di personaggi straordinari, introducendo il concetto di confine da punti di vista diversi: da quello del falco, che dall'alto non vede limiti nel territorio sottostante, a quello dell'uomo che crea confini per proteggersi, ma al tempo stesso isolarsi. Non sono mancati i ritratti umoristici, come quello del frontaliere della Val Solda, al quale basta varcare un confine per trovarsi nel paese di Bengodi di Lugano, o quello dei condomini, impegnati nelle assemblee condominiali, terza sciagura mondiale dopo i conflitti e la fame, a difendere il proprio piccolo territorio personale. Non sono mancate nemmeno le considerazioni sul dialetto tremezzino, che distingue la popolazione di un territorio del lago di Como dal resto d'Italia, ma al tempo stesso la unisce a un popolo oltre il confine, quello svizzero. E meravigliosa conclusione degli interessantissimi interventi che sono seguiti sono state La ninna nanna del contrabbandiere, La macchina del zio Toni e Sciur capitan, accompagnate da straordinarie immagini della montagna, così reali e vicine che mancava solo di sentire la brezza e i profumi caratteristici di quel luogo. Davvero un evento memorabile. Grazie Davide!
20751
18.09.2015 15:46
la-poma

finalmente davide torna in ticino..e suonera' in notturna uff..
20750
13.09.2015 21:16
scigueta

DA REGGIO EMILIA A VERBANIA
C’è chi allunga di un centinaio di chilometri il rientro dalla vacanza, chi centinaia di chilometri li fa con cuscino e coperte in auto perché non si sa mai per il rientro, chi fa carte false al lavoro per esserci, chi non si può spostare per motivi vari e finalmente può godersi un concerto dal vivo… Quest’anno a FESTAREGGIO il tempo è clemente anche se fa freschetto e non è necessario rivolgere una sciamanica preghiera ai pesci per allontanare il temporale incombente come l’ultima volta (per la cronaca diluviò e tempestò tutto intorno, ma non su di noi)…
Il palco dell’Arena Madiba è imponente, anche se non come quello per il concerto del Liga che occhieggia dal Campovolo vicino, ed è un po’ troppo alto per cervicali ribelli, ma che ci importa, ci penseremo domani… L’accesso al sound check è libero e ci godiamo un’improvvisazione di You shook me all night long, oserei dire migliore dell’originale (perdonatemi, sono integralista…). La transenna è sensibile e non va lasciata sola, anche se non sono neppure le 19 e il concerto inizia alle 22, per cui scaldiamo la voce chiacchierando e spettegolando ad oltranza… L’artista che doveva aprire la serata non c’è, per cui c‘è tempo per le interviste a tradimento di Marina sul perché andremo al raduno Cauboi… un altro motivo dato ai posteri per disconoscerci, vero Melissa?
Arena piena e concerto energico come deve essere in un contesto come questo, peccato per il tempo ristretto dettato dall’organizzazione che ha portato al taglio di alcune canzoni ma che non ha penalizzato la qualità…
VERBANIA è sempre stata una piazza particolare per Davide e quest’anno si festeggiano i dieci anni di concerti in città. Sinceramente ho nostalgia della vecchia Arena, delle grandi docce offerte da Giove Pluvio, della vista del lago dietro il palco, di Davide e la band che cantano per il popolo fungo, coperto da mantelle multicolori, ma nulla è eterno … diamo alla strana ovoido-pallo-oblunga struttura che sta sorgendo il beneficio del dubbio se riuscirà ad entrare nel cuore come la vecchia Arena… Per intanto si invade il Palazzetto… pre-concerto vivacizzato dalla prova fumo che ci ha teletrasportato nella Bassa Padana in novembre e che durante il concerto ha dato lo spunto a Davide per un siparietto comico…
Davide sembra ancora più in forma che nel concerto precedente, senza costrizioni dettate dal tempo e sul palco si ride e ci si diverte. La scaletta ricalca quella di altri concerti, impreziosita da una struggente Ballata del Genesio in memoria di Willy,che non ho conosciuto ma che, dal rimpianto che ha lasciato, deve essere stata una persona notevole. Spunta anche il Guglielmo Tell eseguito da Davide in solitaria dopo una Loena de picch tra la nebbia e, nell’attesa dell’accordatura della chitarra da parte di Anga, si scopre che I minatori son lingeri… Davide si cimenta in improbabili ed improponibili canzoni dell’Azerbaijan con il flauto e, briccone, all’ormai consolidato vezzo da parte nostra di alzare lo striscione dei Pirati di Varese su Yanez ,ci spiazza promuovendo a Pirati quelli di Milano… alla fine però si va a Varese a trovare la scigueta, e la sottoscritta si scioglie in un brodo di giuggiole. Immedesimato nella parte, ci godiamo l’omm in canutiera nella scatenata Balera finale… Finale? Nooo, gli organizzatori premiano Davide per i dieci anni di concerti a Verbania e altro che fine, nasce spontaneo un bellissimo coro ad invocare un’ultima canzone e parte la Curiera!
Soddisfatte, le brigate Cauboi si sono poi disperse a fatica con la nuova parola d’ordine “A Bassano!”
Anga , Billa, Gnola, Lele, Leslie e Silvio… assoli sempre più intensi e coinvolgenti da meritare applausi a scena aperta e tuttavia ognuno al servizio degli altri e di Davide… immensi, come sempre…
Di Davide non so più che dire… come si fa a definire quello che è in grado di smuovere anime e sensazioni tali da farti solo pensare a programmare il prossimo incontro, a scavare nel cuore di giovani, adulti solitamente irreprensibili, studenti, professionisti, lavoratori, pensionati fino a farli diventare degli hooligans cauboi, tanto che sembra abbiano una doppia vita? Sognare, pensare, sentirsi per un attimo più vivi e leggeri…è il regalo di un uomo- medicina, non dimenticarlo neppure tu, Davide…


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